Provare emozioni significa perdere la capacità di ragionare con lucidità?

Nella nostra cultura, da sempre, le emozioni sono state contrapposte alla capacità di ragionamento. Purtroppo, ancora oggi, sopravvive l’idea che le emozioni siano delle “perturbazioni” da reprimere ed inibire, perché intese come una minaccia della capacità di ragionare in modo logico. Vivere senza subire le interferenze degli aspetti emotivi è, ancora troppo spesso, visto come un ideale perché si pensa che l’emotività corrisponda a debolezza, instabilità e squilibrio.

Nulla di più sbagliato!

Le emozioni sono parte integrante della nostra esistenza e rivestono una funzione adattativa per la sopravvivenza dell’individuo e del suo benessere. Se non sentissimo la paura per un pericolo, come faremmo a scappare? Se non sentissimo la nostra tristezza, come potremmo sapere che qualcosa non va e, quindi, agire un cambiamento al servizio del nostro benessere? Se non sentissimo la felicità, come potremmo essere motivati a continuare qualcosa che ci gratifica?

Le emozioni svolgono una funzione di segnale: comunicano sempre qualcosa di noi o dello stato mentale dell’altro.

Per tali ragioni, per un sano benessere, le emozioni non sono da reprimere, ma piuttosto da accettare e da gestire, in una danza di equilibrio e di integrazione tra processi emotivi e processi cognitivi.

“Non dimentichiamo che le piccole emozioni sono i grandi capitani della nostra vita e che obbediamo a loro senza saperlo” Vincent Van Gogh

Rispondi